Rando Ticino: ranghi ridotti per maltempo

Con 180 ciclisti ai “via”, la Randonnée del Parco del Ticino ha vissuto una delle sue edizioni più difficili, sicuramente tra quelle con meno presenze. Colpa del maltempo che ha colpito per giorni sul Nordovest e che ha concesso magicamente una tregua proprio poche ore prima della partenza. La richiesta degli organizzatori di posticiparla è stata respinta dell’ARI per evitare un accumulo di concomitanze ed allora ci si è dovuto accontentare di ciò che c’era. Neanche poco, poi, perché con le premesse della vigilia il numero dei partecipanti è risultato ragguardevole. E’ mancato, rispetto al passato, l’afflusso di randonneur da altre regioni, bloccati evidentemente dal timore che il meteo continuasse ad essere sfavorevole.

La classicissima di apertura di Nerviano, al suo diciassettesimo anno di vita, s’è snodata lungo lo stesso percorso, interamente pianeggiante, che venne ideato nel 2002 e che non è mai stato modificato visto l’alto gradimento dei partecipanti.

Partenza all’asciutto, ma con una temperatura di meno 2 gradi. Non s’è mai fatto largo il rischio di pioggia ma il gelicidio ha imperversato per l’intera mattina e solo nel pomeriggio il termometro ha segnato valori positivi, arrivando però una massima di soli 2° gradi. Strade pulite, ma ai bordi, specie nelle campagne, una bella coltre di neve, anche quella caduta 24 ore prima. Buona la visibilità sino al ponte sul Ticino, confine tra Lombardia e Piemonte, poi nel Novarese ha fatto la sua apparizione anche un velo di nebbia, che ha tenuto banco per più di un’ora.

Quasi tutti i partenti hanno portato a termine la distanza dei 200 chilometri. Un solo incidente: attraversando il Ponte di Barche di Bereguardo un ciclista è scivolato e s’è fratturato un femore. Alla fine pasta-party bollente.