Ripartire con le stesse emozioni provate in Sicilia

Vogliamo condividere con tutti voi la lettera inviataci da due nostri cari soci: due splendide persone che salutiamo caramente! E’ una bellissima storia carica di voglia di vivere con una particolare attenzione al nostro amato club e alla passione per la bici!

“Eccoci qui!
Il Covid 19 ci ha costretto a vivere ‘sospesi’ tra quello che era la nostra vita e quella che sarà, con una pausa obbligata in cui abbiamo tutti provato incredulità, smarrimento, paura e abbiamo anche avuto l’occasione di  riflettere molto.

Adesso inizia la fase della ripartenza.
Siamo tutti provati e acciaccati per il troppo lavoro o per la mancanza o l’incertezza del lavoro, per la malattia o per la paura della malattia.

Per ripartire, immaginare e costruire un futuro sereno sento di dover prendere le energie dal passato.

La bicicletta mi accompagnava ieri e mi accompagnerà domani.

Spesso ho pensato al camp in Sicilia di dicembre 2018 dove abbiamo conosciuto Antonella e Davide, gli organizzatori del BiciClub e dove abbiamo condiviso un’esperienza con altri appassionati di bicicletta.
È stata un’esperienza che ci ha aiutato moltissimo, quasi terapeutica, con la bicicletta e le persone come medicine.

‘non conosciamo tutta la storia di Mara’

scriveva Davide in quell’articolo su cicloturismo di Gennaio 2019 dove raccontava anche la fatica dei miei ultimi 8 KM, con il vento contrario, durante la prima uscita sui pedali nel giorno del mio 51° compleanno.

In realtà non è interessante la mia storia, ma quella di Mauro, mio marito. Lui di ‘ultimi 8 km’ ne ha vissuti ben molti di più e come li ha affrontati ne fanno l’uomo straordinario che è.

Mauro, a fine aprile 2017 scopre di avere un ‘amico’ nuovo, il sig Parkinson.
Una bella botta quando sei sempre stato in salute e ti credi invincibile.
Dopo qualche settimana il giro d’Italia arriva a Oropa e avevamo già programmato di esserci, all’arrivo, con le nostre bici.
Mauro fa una delle salite più difficili della sua vita perché la testa è piena di pensieri, il fisico reagisce allo sforzo in maniera diversa, dovendo portarsi su anche il suo amico Parkinson.
In quei momenti difficili le parole del neurologo che ha preso in cura Mauro ci accompagnano soprattutto quando non riconosci più le reazioni allo sforzo del tuo fisico:
‘la prima cura per il Parkinson è lo sport, non risparmiarti’, diceva il neurologo, ‘non aver paura a spingerti al limite’.

Da combattente silenzioso come è Mauro, arriviamo ad Oropa con una tempesta di emozioni, ma con la consapevolezza che le cose cambiano.
Si prendono delle mazzate dalla vita, ma si alza la testa, si ci adatta e si rimane noi stessi.

Nel 2018 mettiamo in programma un altro ‘sogno’: fare il SellaRonda in bici a giugno, quando chiudono le strade al traffico.

Ma ecco che arriva un’altra botta che fa saltare il nostro SellaRonda: Mauro ha un tumore all’intestino (è ancora difficile adesso scrivere questa parola) e deve essere operato velocemente.

Ancora in ospedale Mauro sfoglia Cicloturismo e legge ‘Sicilia in bicicletta a dicembre’.
Dall’ospedale scriviamo una mail ad Antonella per chiedere informazioni.
Sarà un’ottima scelta.

A dicembre, dopo neanche sei mesi dall’operazione, con una cura preventiva in corso (mi pare 13 pastiglie al giorno) e con il nostro amico Parkinson, arriviamo in Sicilia.

Non è solo il fisico di Mauro che ha bisogno di curarsi e riprendersi, ma anche la nostra emotività.
Sentiamo di dover superare tutte le paure per poter vivere.

Dobbiamo VIVERE e periodicamente fare i controlli.
Non dobbiamo permettere che la nostra vita sia l’attesa del prossimo controllo.
Lo dobbiamo prima di tutto a noi stessi e lo dobbiamo ai nostri figli, al nostro nipotino.
Dobbiamo trasmettere loro serenità e non paura e preoccupazioni.

Ecco il nostro stato d’animo quando arriviamo in Sicilia:
Decisione nel volere fare cose normali come coltivare e condividere la passione per la bici, e la difficoltà fisica ed emotiva nel metterla in pratica, con anche il timore, in un angolo, di essere ‘giudicati’ o ‘emarginati’ o ‘compatiti’ dagli altri, perché eravamo o ci sentivamo in difficoltà fisica ed emotiva.

Come è andata?
La Sicilia con il Biciclub ci ha dato tanto:

ci siamo divertiti, abbiamo visto paesaggi e colori che ci sono rimasti nel cuore, abbiamo conosciuto persone ‘normali’ e per questo speciali, abbiamo ripreso fiducia in noi stessi e nel mondo.

Abbiamo superato i momenti di difficoltà.
Non sei solo, non chiuderti in te stesso, alza lo sguardo e troverai un sorriso, uno sguardo comprensivo (non di compatimento), un gel di un compagno di pedalata che è come un sorso d’acqua per chi attraversa il deserto, la camera d’aria quando hai scoppiato.
Tutte cose che da solo non avresti potuto superare allo stesso modo.
Da solo forse avresti mollato.

Abbiamo imparato che non possediamo tutti i problemi del mondo.
Dopo una settimana insieme ad altre persone mai viste e conosciute capisci da una parola, una frase, che anche altri hanno problemi, problemi pesanti come i tuoi, forse di più. E li affrontano con le tue stesse difficoltà emotive e pratiche.
Avere la forza di aprirsi e raccontare i propri problemi, avere la disponibilità di ascoltare i problemi degli altri. Ecco che i nostri problemi non cambiano, ma si ridimensiona lo spazio che permettiamo loro di avere nella nostra vita.

Fase della ripartenza dopo il Covid 19.
Io ho deciso di ripartire con la forza che le emozioni vissute in Sicilia mi hanno dato!

A proposito…
Mauro ed io ci siamo appassionati alla bici leggendo un articolo di cicloturismo sulla Foresta Nera. Era il 1990.
‘Mauro hai visto l’ articolo su CT sulla Foresta Nera? Che foto stupende, deve essere meraviglioso’
già. Andiamo?’ ci proviamo? ‘

Fatto! Non esisteva la tecnologia di oggi, avevamo richiesto le cartine dei sentieri (cartacee, le uniche esistenti) all’ ufficio del turismo tedesco.

Questa è un’altra storia, ma CICLOTURISMO era già con noi.

Antonella, Davide non mollate.
Ci avete aiutato tanto, magari inconsapevolmente, non mollate, accompagnateci ancora, anche se dovremo mettere le mascherine e non potremo abbracciarci per un po’.

Non so quante altre mazzate ci arriveranno dalla vita, ma noi ci siamo con le nostre biciclette che ci portano fuori dai problemi.

Alla prossima e grazie.

Mauro e Mara Arata

Grazie tante Mara e Mauro, siamo orgogliosi di avervi come soci!