Gran Brevetto 2020 “Alla scoperta dell’Appennino”

Ci siamo! Ecco la terza edizione del Gran Brevetto 2020 “Alla scoperta dell’Appennino”, un viaggio pieno di paesaggi, divertimento e… salite! Già, quest’anno chi vorrà ambire al Brevetto “Oro” dovrà vedersela con gli Appennini: un trittico di itinerari (il quinto, il sesto e il settimo) pieno zeppo di salite. Ma ogni sforzo sarà ripagato abbondantemente dai luoghi meravigliosi che andremo a toccare. Sei salite su tutte: Monte Carpegna, Passo dei Mandrioli, La Verna, Monte Fumaiolo, Monte Catria e Monte Nerone. Oltre al Gran Brevetto Oro sono previste come sempre altre due tipologie di diplomi: il Gran Brevetto “Argento”, che ottiene chi conquista i primi cinque itinerari e il “Bronzo” che ottiene chi conquista soltanto i primi tre itinerari proposti.

LE NOVITA’

Una prima grande novità è che (a differenza dello scorso anno) il Gran Brevetto sarà riservato ai soci del BiciClubItaliano. Sarà quindi necessaria la vostra tessera per iscrivervi all’esigua cifra di 5 euro. La seconda grande novità è che quest’anno sono stati aboliti completamente i punti di controllo. Tutta la certificazione sarà telematica in modalità GPS secondo le istruzioni che ogni socio riceverà con l’iscrizione. Le soste nei punti di ristoro quindi, saranno a vostra completa discrezione. E ora, ecco i sette (nuovi) itinerari 2020.

REGOLAMENTO

 

GLI ITINERARI

ITINERARIO N.1 – I COLLI CESENATI

Il lungo viaggio del Gran Brevetto 2020 “Alla scoperta dell’Appennino” parte dalle dolci colline del Sangiovese di Romagna con un giro facile di 60 chilometri. I colli cesenati di Borghi, Roncofreddo, Montiano e Longiano sono tra le salite più gettonate tra i ciclisti della zona. Stradine di campagna poco trafficate e vigneti a perdita d’occhio saranno il piatto forte di giornata. Si parte e si arriva a Villa Verucchio, sede del BiciClubItaliano con la propria traccia GPS. Le salite sono corte e facili e i primi chilometri, così come gli ultimi, sono in pianura. Se vogliamo trovare una difficoltà (se così si può chiamare) sono i circa quattro chilometri di salita che ci portano a Roncofreddo. Il dislivello complessivo non arriva a 800 metri ed è un ottimo itinerario da sfruttare subito per scaldare i motori in vista delle sfide ben più dure che ci aspettano nel corso degli itinerari. Ogni centro abitato ha la sua fontana (e il suo bar) dove è possibile concedersi qualche minuto di sosta. Da non perdere nel finale una veloce visita al centro storico di Santarcangelo di Romagna…

ITINERARIO N.2 – GIRO DELLA PANORAMICA DEL SAN BARTOLO

 

 

Una delle novità del Gran Brevetto 2020 grazie alla tecnologia GPS, sono le differenti location di partenza e arrivo. Non sarà solo Villa Verucchio quindi la base degli itinerari ma anche Cattolica con i suoi Bike Hotel specializzati. Il secondo itinerario parte proprio dalla riviera alla scoperta di una zona completamente diversa rispetto al primo itinerario: Il Parco del Monte San Bartolo. Ancora una volta aperto a tutti i tipi di preparazione con 56 chilometri e 800 metri di dislivello, questa via provinciale che collega Pesaro a Gabicce Mare (ormai in disuso dagli automobilisti grazie alle vie di comunicazione più veloci) vi conquisterà sin dal primo chilometro. Si parte e si arriva a Cattolica e dopo pochi chilometri si raggiunge Gradara (uno dei Borghi più Belli d’Italia) e successivamente Tavullia, paese che tutti conosciamo grazie a Valentino Rossi. Dopo un’immersione tra le stradine interne del basso Montefeltro si attraversa Pesaro per iniziare la salita verso Santa Maria Alta, punto più alto della strada provinciale Panoramica. Gli ultimi 15 chilometri sono gli stessi dell’ultima parte della Gran Fondo Squali, con un susseguirsi di sali e scendi vista mare a un centinaio di metri di quota. Se trovate la giornata limpida, il panorama sull’Adriatico sarà mozzafiato!

ITINERARIO N.3 – I COLLI DI ROMAGNA

Se il primo itinerario vi ha portato alla scoperta dei dolci colli cesenati, il terzo inizia a “mordere” molto di più. La base di partenza torna Villa Verucchio, ma la strada inizia a puntare piano piano verso l’entroterra. Dopo i primi chilometri totalmente piatti arriva il primo vero ostacolo di questo Gran Brevetto: i 1.500 metri che portano a Torriana. Seppur pedalata dal suo versante meno duro, questa salita raggiunge comunque pendenze a doppia cifra (nel suo punto più duro superiori al 13%). Si scende nella valle dell’Uso, si sale a Sogliano al Rubicone e si arriva nella valle del Savio: zona famosa dai ciclisti di tutto il mondo perché fa parte del tracciato dalla Nove Colli. Proprio da Mercato Saraceno andremo ad onorare la “Regina” di tutte le Gran Fondo con sua maestà il Barbotto, salita dalle pendenze crudeli e dai tornanti infernali. Si rientra dal Passo delle Siepi (cinque chilometri finalmente facili) per planare nuovamente in Valmarecchia dopo 78 chilometri e circa 1.300 metri di dislivello. Sogliano al Rubicone e il Bar Barbotto (posto all’arrivo del famoso colle) saranno oasi perfette per un veloce ristoro.

ITINERARIO N.4 – I MURI DEL CONCA

 

Per qualcuno “I Muri del Conca” è l’itinerario più crudele di tutto il Gran Brevetto e in questa terza edizione raggiunge la perfezione degna del suo nome. Con 1.800 metri di dislivello in 95 chilometri l’asticella della difficoltà si alza notevolmente (del resto ora siamo in corsa per il Gran Brevetto “Argento”). Si parte da Cattolica e in rapida successione si scalano verso l’entroterra i colli di Misano Monte, San Clemente, Croce e Montescudo. Ma questo è solo un antipasto, perchè da Santa Maria del Piano si sale verso l’inedito strappo di “Gaiano”. Evitato da tutti i ciclisti locali è lungo “solo” 1.500 metri ma ha una pendenza massima del 24%. Successivamente si continua a salire per altri 4 chilometri ma a una pendenza molto più agevole (6-7%). Da Sassofeltrio si scende e dopo qualche chilometro di fondovalle si scala l’asperità più lontana che ci porta al borgo di Monte Grimano Terme dove avremo il nostro giro di boa. Qui l’itinerario ci lascia circa 10 chilometri di respiro (e ne avremo bisogno), perchè il piatto forte arriva al chilometro 65 con sua maestà “Marazzano”: 900 metri di follia a una media del 14% e una massima che sfiora il 26%. Non è finita, perchè per arrivare a casa ci sarà ancora Montefiore Conca, ma dopo quello che avremo appena fatto, sembrerà un piccolo colle (forse)…

ITINERARIO N.5 – SULLE STRADE DEL PIRATA

Il primo dei tre itinerari appenninici (che completa il Gran Brevetto Argento) è un grande classico tra ciclisti locali: il giro del Monte Carpegna, montagna sulla quale il “Pirata” Marco Pantani si allenava regolarmente e dove è a lui dedicata la salita al famoso Cippo del Carpegna. Il primo anno è stato percorso dal versante più ripido, mentre quest’anno si affronterà da quello più lungo e panoramico con quasi 20 chilometri di ascesa e 1.000 metri di dislivello. La prima parte raggiunge il Passo Cantoniera (1.000 metri di quota) e dopo 200 metri di discesa si svolta a sinistra per gli ultimi 6 chilometri verso i 1.400 metri del Monte Carpegna. Solo l’ultimo chilometro registra una punta massima del 13%. Prima di questa asperità però si sale a Serra San Marco dalla salita di Maiolo (fino a Pugliano percorsa anche dalla Nove Colli) che dalla partenza di Villa Verucchio conta circa 40 chilometri in costante salita (i primi 25 come falsopiano e gli ultimi 15 come salita vera). Dopo il Monte Carpegna il rientro è più facile con l’ultima asperità di Villagrande e la discesa verso San Leo. Saranno 110 km con circa 2.300 metri di dislivello. Attenzione alla discesa di Scavolino dove il fondo stradale è (purtroppo) rovinato in più punti.

ITINERARIO N.6 – MANDRIOLI – LA VERNA – BALZE

Il secondo itinerario appenninico sarà la porta d’ingresso per il Gran Brevetto Oro, quest’anno particolarmente carico di salite. Si parte per la prima e unica volta da Novafeltria, subito in salita verso Perticara. Si entra nella valle del Savio e si raggiunge Bagno di Romagna dalla vecchia provinciale parallela alla E45. Proprio dalla famosa località termale inizierà il piatto forte di giornata: il Passo dei Mandrioli (11 chilometri di salita) regolari e senza grandi pendenze. Una volta a Badia Prataglia però non si continuerà a scendere ma si svolterà a sinistra verso  Chiusi della Verna nel parco delle foreste casentinesi. Questa inedita salita è lunga 10 chilometri e arriva in uno dei luoghi di culto più famosi di tutto il mondo. La successiva discesa a Pieve di Santo Stefano (punto più lontano dell’itinerario) è l’inizio delle ultime due asperità: la prima fino al Poggio dell’Aquila (1.000 metri di quota) e l’ultima fino alla stazione climatica delle Balze alle pendici del Monte Fumaiolo. Gli ultimi 30 chilometri in costante discesa ci riportano all’abitato di Novafeltria dopo un’avventura lunga 162 chilometri con oltre 3.000 metri di dislivello.

ITINERARIO N.7 – MONTE CATRIA E MONTE NERONE

 

Il traguardo finale del trittico appenninico parte dal mare di Cattolica per un’estenuante cavalcata di 234 chilometri e oltre 4.000 metri di dislivello alla conquista del Monte Catria e del Monte Nerone. Le asperità però iniziano dopo appena 40 chilometri con la prima facile risalita verso Urbino e un successivo e fastidioso falsopiano in salita verso Piobbico, punto di partenza del Monte Nerone, prima montagna a essere scalata (12 chilometri di salita). Il Monte Catria che arriva quasi subito termina appena sotto la sua vetta (raggiungibile solo in Mtb o a piedi) in altrettanti 15 chilometri di ascesa. Il rientro è tutto in pianura attraverso le meraviglie della Gola del Furlo fino a Fano per poi costeggiare la costa con le residue forze rimaste nelle nostre gambe. Il brevetto Oro è servito!