Giro per “Fiamminghi” tra le rampe della Valconca

Per alcuni “I Muri del Conca” è l’itinerario più crudele di tutto il Gran Brevetto e in questa terza edizione raggiunge la perfezione degna del suo nome. Con 1.800 metri di dislivello in 95 chilometri l’asticella della difficoltà si alza notevolmente rispetto ai primi tre itinerari (del resto ora siamo in corsa per il Brevetto “Argento”). Si parte da Cattolica e in rapida successione si scalano verso l’entroterra i colli di Misano Monte, San Clemente, Croce e Montescudo. Ma questo è solo un antipasto, perchè da Santa Maria del Piano si sale verso l’inedito strappo di “Gaiano”. Evitato da tutti i ciclisti locali è lungo “solo” 1.500 metri ma ha una pendenza massima del 24%. Successivamente si continua a salire per altri 4 chilometri ma a una pendenza molto più agevole (6-7%). Da Sassofeltrio si scende e dopo qualche chilometro di fondovalle si scala l’asperità più lontana che ci porta al borgo di Monte Grimano Terme dove avremo il nostro giro di boa. Qui l’itinerario ci lascia 10 chilometri di respiro (e ne avremo bisogno), perchè il piatto forte arriva al chilometro 65 con sua maestà “Marazzano”: 900 metri di follia a una media del 14% e una massima che sfiora il 26%. Non è finita, perchè per arrivare a casa ci sarà ancora Montefiore Conca (altri 2 chilometri al 10% di media).

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